Creepy Past N° : 4
Il bosco delle lacrime
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Angela Vianello
Copertina: Giovanni Rigano
Colori: Alessia Nocera
Periodicità: mensile
uscita: 10/08/2018
Prezzo: 3,50€
Qiro è sempre più sconvolto da ciò che hanno portato alla luce, del suo passato, le scoperte fatte presso la casa dei nonni. Il suo ritorno alla REM è turbolento, non vuole parlare con nessuno e anche il rapporto con Ester sembra compromesso.
La misteriosa ragazza dai capelli verdi è sempre più concentrata sui misteri della REM. Tanti nodi stanno sì venendo al pettine, ma la sua concentrazione la porta a perdere di vista le amicizie. Nonostante il tempo passato insieme con Nora non riesce a provare empatia per lei.
Dall'altra parte, i mostri hanno trovato una possibile strada per giungere nel nostro mondo in modo autonomo. Se tutto andrà bene non avranno più bisogno di ospiti per le loro scorribande nella nostra dimensione.
Giovanni Di Gregorio ha per le mani quello che può essere un albo esplicativo e che ha il compito di mettere l'ultima carne al fuoco, prima di avvicinarsi alla conclusione della saga. Le sessantaquattro pagine che ha a disposizione riesce a farle sembrare molte di più di quante siano in realtà. Si dedica sopratutto a Ester, che sta assumendo un ruolo sempre più centrale più il tempo passa, a Qiro, che sembra non avere via d'uscita dalla sua mostruosa depressione, ma trova il tempo per approfondire i personaggi secondari come Nora e Liam. Riesca a dare un background a Oliver e presentare, per alcune pagine, i suoi alleati. Come detto, trova anche il tempo per farci dare uno sguardo dall'altra parte dello specchio e osservare le relazioni tra i mostri, ritrovando una nostra vecchia conoscenza.
Ai disegni un debutto che ho tanto atteso sulle pagine del mensile bonellianio: Angela Vianello. Trento, classe 1986, fenomeno del manga italiano, nota per Aeon, Blue (che ho preso a Palmanova, ma che devo ancora leggere) e Colors si trova alle prese con una caratterizzazione dei personaggi che le si addice (non per nulla nei primi anni 2000 ha collaborato con Barbucci e Canepa). In effetti i personaggi, prevalentemente quelli femminili, le riescono in modo convincente e coinvolgente. Non mi hanno fatto impazzire gli sfondi, ma tutto il suo lavoro è rimasto godibile e piacevole per tutta l'avventura. La spettacolarità è stata nella gestione delle griglie di ogni pagina. E' quasi consuetudine trovare anche sette vignette a facciata e sei in quella accanto, per un totale di tredici vignette a pagina (se non anche ad arrivare a un totale di quattordici più spesso di quanto si possa credere). L'avventura acquista, così, un ritmo decisamente interessante e Di Gregorio, come si diceva prima, può raccontare molto di più. Il tutto senza perdere in definizione del tratto: le tavole risultano ricche di dettagli.
Ad ora le copertine "pari" di Giovanni Rigano sono quelle che preferisco. Ester nel bosco con il mostro della laguna, che la minaccia senza che lei se ne accorga, ed Ester tra le falene sono le mie due preferite (la due sul quattro, come ben noto). Saranno i colori, l'espressione di lei, l'atmosfera... Tutto funziona. Molto bella.
Il mese di agosto è stato un tormento per le uscita Bonelli nelle edicole. Io stesso ho rinunciato a procurarmi questo numero, anche perchè in nessuna edicola che ho contattato era mai arrivato (in alcune era ancora presente il tre, ai primi di settembre). Finalmente l'ho avuto tra le mani e l'ho apprezzato molto. Apprezzo ancora di più il fatto che tra pochi giorni avrò già la possibilità di leggere in numero cinque.
venerdì 14 settembre 2018
martedì 11 settembre 2018
Cloak & Dagger - Stagione 1
Tandy e Tyrone sono due bambini che stanno per subire un trauma. A seguito dell'esplosione di una piattaforma di trivellazione marina, Tandy perde suo padre. Un poliziotto corrotto uccide il fratello maggiore di Tyrone. Il tutto nella stessa sera. In quel momento succede qualcosa anche a loro.
Passano gli anni e la famiglia agiata di Tandy non c'è più, ora lei vive in una chiesa sconsacrata e la madre è un'alcolista in una roulotte. La famiglia di Tyrone ha investito tutto su di lui e frequenta un college costoso in vista di un futuro assicurato.
Tutto cambia quando i due si incontrano di nuovo, per caso, ed il loro destino cambia. Devono proteggere la loro città, New Orleans, sia dalla criminalità comune che da una forza, legata, al passato che cerca di emergere dai fondali.
Cloak & Dagger sono due personaggi che mi hanno sempre ispirato, ma dei quali non ho mai trovato traccia nei fumetti Marvel ho letto. Veder realizzata un serie tv live su di loro è stata una bella sorpresa. Vederla, in italiano, su Prime Video ancora di più.
Per chi non conoscesse i personaggi originali. Tandy assume il potere di generare una daga di luce dalle mani e di vedere le speranze delle persone toccandole. Tyrone acquista il potere di scomparire nel buio e di vedere i timori delle persone toccandole. Se loro due si toccano i poteri si combinano e succede il finimondo.
Non avendo letto le origini pensate da Bill Mantlo e Ed Hannigan mi sono immerso innocentemente in quelle televisive. Per necessità di generazione di contrasto lei è bianca, lui è nero, lei è una piccola criminale, lui è uno studente dai voti alti. Ognuno di loro, però, ha un po' di oscurità dentro. Tyrone è afflitto dalla perdita del fratello, Tandy ancora sconvolta dalla morte del padre. Gli sceneggiatori vanno a nozze con queste dicotomie e le usano come leve narrative nel corso della prima stagione, di dieci episodi. La narrazione parte piano, vuole essere sicura che capiamo chi sono i personaggi ed in che ambiente si muovono. Crescono accanto a loro i personaggi secondari, che hanno il giusto spazio per le funzioni che devono svolgere.
I protagonisti sono due ragazzi giovani che sembrano lavorare bene assieme. Olivia Holt ha il compito un po' più difficile. E' una bellezza come tante nel mondo dei serial, la classica cheerleader dei tempi di Heros, e ci vuole un po' prima che lo spettatore vada oltre il suo bel faccino. Aubrey Joseph, alla fine, ha tra le mani un personaggio più traumatizzato di quanto possa sembrare. Dopo poche puntate, però, tutto inizia ad ingranare, bisogna solo avere pazienza.
Dopo serie fallimentari come Iron Fist, la seconda di Jessica Jones, molti passaggi a vuoto di Agent's of Shield, la chiusura di Agent Carter (per restare in casa Marvel), finalmente una serie che cresce episodio dopo episodio. La sua fortuna è quella di essere ambientata a New Orleans, un città che da sola potrebbe reggere la trama di qualsiasi cosa.
Una possibilità gliela darei.
Titolo originale Marvel's Cloak & Dagger
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2018 – in produzione
Formato serie TV
Genere Telecomics
Stagioni 1
Episodi 10
Durata 45 min (episodio)
Lingua originale inglese
Rapporto 16:9
Crediti
Ideatore Joe Pokaski
Soggetto Bill Mantlo, Ed Hannigan (personaggi)
Interpreti e personaggi
Olivia Holt: Tandy Bowen / Dagger
Aubrey Joseph: Tyrone Johnson / Cloak
Andrea Roth: Melissa Bowen
Gloria Reuben: Adina Johnson
Miles Mussenden: Michael Johnson
Carl Lundstedt: Liam
Jaime Zevallos: Delgado
J.D. Evermore: Detective Connors
Emma Lahana: Detective Brigid O'Reilly
Doppiatori e personaggi
Margherita De Risi: Tandy Bowen / Dagger
Mattia Nissolino: Tyrone Johnson / Cloak
Laura Romano: Melissa Bowen
Laura Boccanera: Adina Johnson
Stefano Alessandroni: Michael Johnson
Luca Baldini: Liam
Marco Vivio: Delgado
Christian Iansante: Detective Connors
Francesca Manicone: Detective Brigid O'Reilly
Produttore esecutivo Joe Pokaski, Jim Chory, Jeph Loeb
Casa di produzione ABC Signature Studios Marvel Television
Prima visione
Prima TV originale
Dal 7 giugno 2018 Al in corso
Rete televisiva Freeform
Prima TV in italiano Data 8 giugno 2018
Rete televisiva Amazon Prime Video
Passano gli anni e la famiglia agiata di Tandy non c'è più, ora lei vive in una chiesa sconsacrata e la madre è un'alcolista in una roulotte. La famiglia di Tyrone ha investito tutto su di lui e frequenta un college costoso in vista di un futuro assicurato.
Tutto cambia quando i due si incontrano di nuovo, per caso, ed il loro destino cambia. Devono proteggere la loro città, New Orleans, sia dalla criminalità comune che da una forza, legata, al passato che cerca di emergere dai fondali.
Cloak & Dagger sono due personaggi che mi hanno sempre ispirato, ma dei quali non ho mai trovato traccia nei fumetti Marvel ho letto. Veder realizzata un serie tv live su di loro è stata una bella sorpresa. Vederla, in italiano, su Prime Video ancora di più.
Per chi non conoscesse i personaggi originali. Tandy assume il potere di generare una daga di luce dalle mani e di vedere le speranze delle persone toccandole. Tyrone acquista il potere di scomparire nel buio e di vedere i timori delle persone toccandole. Se loro due si toccano i poteri si combinano e succede il finimondo.
Non avendo letto le origini pensate da Bill Mantlo e Ed Hannigan mi sono immerso innocentemente in quelle televisive. Per necessità di generazione di contrasto lei è bianca, lui è nero, lei è una piccola criminale, lui è uno studente dai voti alti. Ognuno di loro, però, ha un po' di oscurità dentro. Tyrone è afflitto dalla perdita del fratello, Tandy ancora sconvolta dalla morte del padre. Gli sceneggiatori vanno a nozze con queste dicotomie e le usano come leve narrative nel corso della prima stagione, di dieci episodi. La narrazione parte piano, vuole essere sicura che capiamo chi sono i personaggi ed in che ambiente si muovono. Crescono accanto a loro i personaggi secondari, che hanno il giusto spazio per le funzioni che devono svolgere.
I protagonisti sono due ragazzi giovani che sembrano lavorare bene assieme. Olivia Holt ha il compito un po' più difficile. E' una bellezza come tante nel mondo dei serial, la classica cheerleader dei tempi di Heros, e ci vuole un po' prima che lo spettatore vada oltre il suo bel faccino. Aubrey Joseph, alla fine, ha tra le mani un personaggio più traumatizzato di quanto possa sembrare. Dopo poche puntate, però, tutto inizia ad ingranare, bisogna solo avere pazienza.
Una possibilità gliela darei.
Titolo originale Marvel's Cloak & Dagger
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2018 – in produzione
Formato serie TV
Genere Telecomics
Stagioni 1
Episodi 10
Durata 45 min (episodio)
Lingua originale inglese
Rapporto 16:9
Crediti
Ideatore Joe Pokaski
Soggetto Bill Mantlo, Ed Hannigan (personaggi)
Interpreti e personaggi
Olivia Holt: Tandy Bowen / Dagger
Aubrey Joseph: Tyrone Johnson / Cloak
Andrea Roth: Melissa Bowen
Gloria Reuben: Adina Johnson
Miles Mussenden: Michael Johnson
Carl Lundstedt: Liam
Jaime Zevallos: Delgado
J.D. Evermore: Detective Connors
Emma Lahana: Detective Brigid O'Reilly
Doppiatori e personaggi
Margherita De Risi: Tandy Bowen / Dagger
Mattia Nissolino: Tyrone Johnson / Cloak
Laura Romano: Melissa Bowen
Laura Boccanera: Adina Johnson
Stefano Alessandroni: Michael Johnson
Luca Baldini: Liam
Marco Vivio: Delgado
Christian Iansante: Detective Connors
Francesca Manicone: Detective Brigid O'Reilly
Produttore esecutivo Joe Pokaski, Jim Chory, Jeph Loeb
Casa di produzione ABC Signature Studios Marvel Television
Prima visione
Prima TV originale
Dal 7 giugno 2018 Al in corso
Rete televisiva Freeform
Prima TV in italiano Data 8 giugno 2018
Rete televisiva Amazon Prime Video
lunedì 10 settembre 2018
Nathan Never - Il poeta
Il poeta
Soggetto e Sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni: Romeo Toffanetti
Copertina: Sergio Giardo
Periodicità: mensile
uscita: 18/08/2018
Prezzo: 3,50€
Joe Vengeance è considerato il più grande poeta multimediale del suo secolo. Come tanti artisti attraverso i secoli, ha scelto di vivere isolato dal mondo in una tenuta dove pochissime persone sono ammesse. Nel mondo reale è considerato un personaggio eccentrico e particolare e continua ad influenzare il ogni forma d'arte dal suo eremo. Qui, da tempo, sta sperimentando nuovi metodi di comunicazione e di intrattenimento basate sull'induzione neurale, così da permettere al fruitore della sua arte di immergervisi completamente.
L'età, però, gli fa mettere in discussione le sue capacità mentali. A volte, nei suoi ricordi entrano particolari, dettagli o strutture portanti, che lui è certo di non aver mai vissuto. Temendo di essere sulle soglie di una follia che potrebbe ostacolare le sue creazioni, decide di ingaggiare Nathan Never, Agente Alfa, per indagare sul suo passato e ricostruire i suoi ricordi aderendo alla realtà che ha vissuto.
Come si può notare sfogliando le pagine digitali di questo blog, le mie incursioni nel mondo di Nathan Never, pur essendone stato un lettore affezionato per decenni, si sono fatte sempre più rade. La pessima esperienza generata dall'acquisto delMagazine della Fantascienza 2018ha ulteriormente minato la fiducia nella gestione della casa editrice per il futuro di questo personaggio. L'immersione nel primo numero nuovo Generazioniha deluso le mie aspettative, ma non potevo esimermi da acquistare l'albo scritto da Bepi Vigna e disegnato da Romeo Toffanetti, coppia storica per lo sviluppo del personaggio nato dalla mente di Medda/Serra/Vigna, che si preannunciava di apicale importanza, perlomeno, per la collana.
Intanto con Il Poeta veniamo introdotti in una storia divisa in due parti (quindi parliamo di circa 200 pagine di Vigna/Toffanetti, e non so se mi spiego). L'incipit può sembrare abbastanza semplice: un anziano che vive isolato sente che la sua mente non è più quella di una volta e vuole capire il perché. Con Vigna in cabina di regia, chi cura soggetto e sceneggiatura è sempre da apprezzare (sopratutto se si tratta di uno di coloro che ha tenuto a battesimo il personaggio), però, non sono così lineari e non potrebbe essere diversamente. Vigna realizza una sceneggiatura onirica ed allo stesso tempo con i piedi ben piantati per terra. Avendo tempo per narrare, lo scrittore sardo si prende i suoi spazi per introdurre la figura di Vengeance ed offrircene un ritratto a 360°, mantenendo dei punti volutamente oscuri. Oltre ad un gran lavoro di scrittura per posizionare sul tappeto le carte nel modo più opportuno, Vigna non si tira indietro neanche a livello letterario e di ricerca. Nei momenti in cui assistiamo i personaggi nelle loro immersioni nell'induzione neurale veniamo accompagnati nel viaggio da quelle che possono essere definite poesie narrative ad alto tasso di coinvolgimento. Una scrittura ricca, immersiva, che non può fare a meno di coinvolgere il lettore. Una scrittura che capita sempre più raramente nei mensili contemporanei.
Preferire non parlare, invece, del lavoro grafico svolto da Romeo Toffanetti. Il pittore, disegnatore, artista, argentino non si limita a portare a casa il compitino, a tirare via le tavole, a disegnare Nathan Never. Toffanetti è qualcosa di strepitoso ed incredibile. Non lascia uno spazio che sia uno di una vignetta che sia una libera dal suo tratto. Coinvolge il lettore dalla prima linea al drammatico finale della prima parte. Introduce un numero incredibile di riferimenti storico/letterari/fumettistici/cinematografici/religiosi che per notarne un decimo non basterebbe una settimana passando alla lente di ingrandimento ogni singola tavola. Non apre mai il cielo per tutta la storia. I personaggi si trovano sempre ad agire sotto un cielo nuvoloso, plumbeo, basso se non, spesso, direttamente sotto la pioggia. Le sequenze di induzione neurale sono, poi, il punto dove tutto si congiunge. Tavole nere nelle quali sono scavati sia i personaggi che le vivono, sia gli oggetti con cui interagiscono. Sono il compendio ideale per le didascalie pensate da Vigna. Il suo lavoro di caratterizzazione dei personaggi è approfondito, tanto da regalarci una strepitosa Rachel Nexus (non è che il nome ci ricorda qualcosa?). Anche la griglia delle tavole si presenta insolita, sia per casa Bonelli che per il mercato italiano, tanto da lasciare fluttuare i personaggi al loro interno. Durante il periodo trascorso in immersione, le tavole con il bordo nero, abbiamo la possibilità di ammirare tutta la libertà creativa con la quale Toffanetti ci coinvolge.
Un albo da leggere al momento dell'acquisto, da rileggere una seconda volta, da leggere prima di affrontare la seconda parte della storia.
Se tutto si manterrà a questi livelli e non fatico a crederlo, ho un consiglio per la Sergio Bonelli Editore: raccogliere le due storie in un volume unico, cartonato, allegare la sceneggiatura di Bepi Vigna, gli studi dei personaggi di Toffanetti e realizzare un compendio di tutte le citazioni grafiche rappresentate. Ah! Il tutto a colori, ma colorato da Romeo Toffanetti che è l'unico a poter rendere cromaticamente ciò che ha portato con grande capacità sulle tavole in bianco e nero. Non facciamo scherzi. Anche se so che Romeo non ama molto la parte di colorazione.
Imperdibile.
venerdì 7 settembre 2018
Hotel Transilvania 3 - Una vacanza mostruosa
La vita dei mostri è difficile. Oltre a dover scappare da cacciatori umani non riescono che ad avere per loro pochi giorni all'anno. Chi gestisce un albergo a conduzione familiare, poi, non ha neanche quelli. Lo stress si accumula e la necessità di trascorrere tempo con parenti e vecchi amici diventa necessario. Per fortuna Mavis ha l'idea di organizzare, per la sua famiglia e la combriccola di papà Dracula, una crociera mostruosamente divertente.
Ma se il buffet è infinito, il divertimento assicurato e le escursioni memorabili, qualcosa nell'ombra, che potrebbe turbare il relax, si annida sempre. Per questo Dracula, i suoi discendenti ed i suoi amici dovranno divertirsi, ma tenendo un occhio aperto.
Non è che abbia seguito molto le avventure animate di questo nuovo Dracula voluto da Adam Sandler (che in originale continua a doppiare il vampiro più famoso del mondo, mantenendo anche il ruolo di produttore esecutivo del film), giusto mi ricordo a sprazzi il primo capitolo.
Mi sembra che non siano passati pochi anni dalla seconda avventura e mi sono stupito di vederne un nuovo seguito al cinema. Dietro alla cinepresa ritroviamo Genndy Tartakovsky, regista di tutta la saga a questo punto, che si prende anche un credito per la sceneggiatura.
Ora con un inizio come quello a cui assistiamo non possiamo non immaginarci quello che succederà nell'ora e mezza durante la quale saremo in compagnia di questa compagnia di mostri. Se la trama è abbastanza banale per un adulto, ma potrebbe essere formativa per il pubblico di bambini, questo ci lascia il tempo di concentrarci sui personaggi e sui ruoli scelti per loro. Chi mantiene il suo spazio sono Jonathan, Mavis e Dracula. Gli altri del gruppo ne perdono un po' a favore di Ericka, ma non poteva essere diversamente. I siparietti familiare, di qualsiasi famiglia ci sia sullo schermo, sono concepiti come piccoli riempitivi in attesa di arrivare al cuore della narrazione in un tempo abbastanza lungo da giustificare il costo del biglietto del cinema, ma non tanto da pentirsi di essere entrati in sala. Saltano all'occhio i riempitivi e le situazioni ripetute per compensare la ristrettezza della trama.
L'animazione è decisamente di alto livello, stiamo sempre parlando di un prodotto Sony, ma non sembra crescere di qualità rispetto ai film precedenti. D'altronde non si può cambiare troppo il character design dei personaggi se si vuole mantenere un prodotto riconoscibile e confortevole per le famiglie.
Un film onesto, un po' troppo lungo, che divertirà più i piccini, per i quali è stato pensato, che gli adulti che li accompagneranno. Un'ottima colonna sonora tiene insieme il tutto.
Titolo originale Hotel Transylvania 3: Summer Vacation
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2018
Durata 97 min
Rapporto 1,85 : 1
Genere animazione
Regia Genndy Tartakovsky
Soggetto dai personaggi creati da Todd Durham
Sceneggiatura Michael McCullers, Genndy Tartakovsky
Produttore Michelle Murdocca
Produttore esecutivo Adam Sandler
Casa di produzione Columbia Pictures, Media Rights Capital, Sony Pictures Animation
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Montaggio Joyce Arrastia
Musiche Mark Mothersbaugh
Storyboard David Feiss, David Lux, Chris Reccardi
Character design Craig Kellman, Andre Medina
Animatori Juan Alejandro Gomez, Meena Ibrahim, Ali Pournassari, Shay Stone
Doppiatori originali
Adam Sandler: Dracula
Selena Gomez: Mavis
Andy Samberg: Jonathan
Kevin James: Frankenstein
Steve Buscemi: Wayne
David Spade: Griffin
Kathryn Hahn: Ericka Van Helsing
Jim Gaffigan: Abraham Van Helsing
Keegan-Michael Key: Murray
Molly Shannon: Wanda
Fran Drescher: Eunice
Mel Brooks: Vlad
Asher Blinkoff: Dennis
Genndy Tartakovsky: Blobby
Joe Jonas: Kraken
Doppiatori italiani
Claudio Bisio: Dracula
Cristiana Capotondi: Mavis
Davide Perino: Jonathan
Paolo Marchese: Frankenstein
Luca Dal Fabbro: Wayne
Mino Caprio: Griffin
Claudia Catani: Ericka Van Helsing
Angelo Maggi: Abraham Van Helsing
Luigi Ferraro: Murray
Stefanella Marrama: Wanda
Graziella Polesinanti: Eunice
Bruno Alessandro: Vlad
Edoardo Vivio: Dennis
Alessio Cigliano: Stan
Ma se il buffet è infinito, il divertimento assicurato e le escursioni memorabili, qualcosa nell'ombra, che potrebbe turbare il relax, si annida sempre. Per questo Dracula, i suoi discendenti ed i suoi amici dovranno divertirsi, ma tenendo un occhio aperto.
Non è che abbia seguito molto le avventure animate di questo nuovo Dracula voluto da Adam Sandler (che in originale continua a doppiare il vampiro più famoso del mondo, mantenendo anche il ruolo di produttore esecutivo del film), giusto mi ricordo a sprazzi il primo capitolo.
Mi sembra che non siano passati pochi anni dalla seconda avventura e mi sono stupito di vederne un nuovo seguito al cinema. Dietro alla cinepresa ritroviamo Genndy Tartakovsky, regista di tutta la saga a questo punto, che si prende anche un credito per la sceneggiatura.
Ora con un inizio come quello a cui assistiamo non possiamo non immaginarci quello che succederà nell'ora e mezza durante la quale saremo in compagnia di questa compagnia di mostri. Se la trama è abbastanza banale per un adulto, ma potrebbe essere formativa per il pubblico di bambini, questo ci lascia il tempo di concentrarci sui personaggi e sui ruoli scelti per loro. Chi mantiene il suo spazio sono Jonathan, Mavis e Dracula. Gli altri del gruppo ne perdono un po' a favore di Ericka, ma non poteva essere diversamente. I siparietti familiare, di qualsiasi famiglia ci sia sullo schermo, sono concepiti come piccoli riempitivi in attesa di arrivare al cuore della narrazione in un tempo abbastanza lungo da giustificare il costo del biglietto del cinema, ma non tanto da pentirsi di essere entrati in sala. Saltano all'occhio i riempitivi e le situazioni ripetute per compensare la ristrettezza della trama.
L'animazione è decisamente di alto livello, stiamo sempre parlando di un prodotto Sony, ma non sembra crescere di qualità rispetto ai film precedenti. D'altronde non si può cambiare troppo il character design dei personaggi se si vuole mantenere un prodotto riconoscibile e confortevole per le famiglie.
Un film onesto, un po' troppo lungo, che divertirà più i piccini, per i quali è stato pensato, che gli adulti che li accompagneranno. Un'ottima colonna sonora tiene insieme il tutto.
Titolo originale Hotel Transylvania 3: Summer Vacation
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2018
Durata 97 min
Rapporto 1,85 : 1
Genere animazione
Regia Genndy Tartakovsky
Soggetto dai personaggi creati da Todd Durham
Sceneggiatura Michael McCullers, Genndy Tartakovsky
Produttore Michelle Murdocca
Produttore esecutivo Adam Sandler
Casa di produzione Columbia Pictures, Media Rights Capital, Sony Pictures Animation
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Montaggio Joyce Arrastia
Musiche Mark Mothersbaugh
Storyboard David Feiss, David Lux, Chris Reccardi
Character design Craig Kellman, Andre Medina
Animatori Juan Alejandro Gomez, Meena Ibrahim, Ali Pournassari, Shay Stone
Doppiatori originali
Adam Sandler: Dracula
Selena Gomez: Mavis
Andy Samberg: Jonathan
Kevin James: Frankenstein
Steve Buscemi: Wayne
David Spade: Griffin
Kathryn Hahn: Ericka Van Helsing
Jim Gaffigan: Abraham Van Helsing
Keegan-Michael Key: Murray
Molly Shannon: Wanda
Fran Drescher: Eunice
Mel Brooks: Vlad
Asher Blinkoff: Dennis
Genndy Tartakovsky: Blobby
Joe Jonas: Kraken
Doppiatori italiani
Claudio Bisio: Dracula
Cristiana Capotondi: Mavis
Davide Perino: Jonathan
Paolo Marchese: Frankenstein
Luca Dal Fabbro: Wayne
Mino Caprio: Griffin
Claudia Catani: Ericka Van Helsing
Angelo Maggi: Abraham Van Helsing
Luigi Ferraro: Murray
Stefanella Marrama: Wanda
Graziella Polesinanti: Eunice
Bruno Alessandro: Vlad
Edoardo Vivio: Dennis
Alessio Cigliano: Stan
mercoledì 5 settembre 2018
Termite Bianca
Termite Bianca #1 – Dagli Abissi
Marco Santucci, Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti
Editoriale Cosmo, gennaio 2017
96 pagine, brossurato, colore
ISBN: 9788869113482
Serie: COSMO SERIE VERDE - N° 40
Prezzo: € 4,90
ISBN: 9788869113482
Termite Bianca #2 – Metalupo
Marco Santucci, Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti
Editore: COSMO EDITORIALE
Collana: TERMITE BIANCA - N° 2
Serie: COSMO SERIE VERDE - N° 42
96 pagine, brossurato, colore
Prezzo: € 4,90
ISBN: 9788869113840
Due nuove razze di abitanti popolano la Terra: i Nautili ed i Geosiani. I primi vivono nelle profondità marine, i secondi si sono espansi sulla superficie desertica del pianeta. Tra le due razze è in corso una guerra secolare, che sta vivendo un periodo di tregua. I Nautili stanno affrontando un periodo buio, un virus rischia di portare la loro spezie all'estinzione. Solo uno scienziato crede di poter creare una cura fondendo i DNA delle due razze per correggere i difetti che vi sono presenti. Per farlo, però, dovrà andare alla ricerca di una Antico. Qui entra in gioco Bianca, una ragazza misteriosa dai poteri sconfinati.
Erano anni che vedevo i volumi di Termite Bianca in fumetteria e che loro vedevano me. Un'escursione alla fumetteria Alastor di Milano, però, mi ha permesso di notare l'edizione Cosmo, economica, in formato bonellide. Mi sono detto: "Va è finito e l'hanno reso accessibile alla massa". Mi sbagliavo, almeno in parte. L'essere accessibile alla massa sì, è corretto. E' sull'essere finito che mi sono sbagliato. Ho iniziato ad avere dei dubbi a metà del secondo volume, giunto alla fine ne ho avuta la certezza: non è finito. Anzi ricerche nell'Internet rendono plausibile, a detta del disegnatore Patrizio Evangelisti, l'uscita del nuovo volume a Lucca 2018, mentre per la fine della serie ancora non vi è data.
In ogni caso: com'è Termite Bianca?
Il piano grafico, per una volta partiamo da qui, è eccezionale. Patrizio Evangelisti riesce a reggere le scene più dinamiche senza rinunciare alla sua caratteristica capacità di realizzare pin-up fantastiche. Le sue figure plastiche e vive nel loro dinamismo ci accompagnano per ogni singola pagina di ogni volume. Bianca è un personaggio graficamente bellissimo e dotato di un carisma innocente che l'accompagna per tutta la sua crescita. L'artista si è prodigato in un gran lavoro di progettazione di esterni, zone desertiche e marine sono rese in modo da far trasparire le loro differenze, di anatomia, creare i Nautili, gestire la civiltà Geosiana, mecha vari, costumi, Bianca. Un lavoro che ha confermato le mie aspettative. Unico neo, che non so se sia dovuto all'edizione Cosmo o se fosse così anche in originale, la scelta di realizzare splash pages con dettagli delle vignette della pagina precedente. Sebbene i disegni di Evangelisti siano dettagliati e godibilissimi, questa decisione mi ha lasciato un pochino perplesso.
La narrazione. Bianchini e Santucci ideano Termite Bianca. Le creano intorno un mondo complicato, lo popolano di creature differenti, prendendo spunto dalla realtà quotidiana generano un ambiente politico e sociale in cui permettere loro di interagire e, poi, si sfogano nell'intreccio. Alcuni passaggi sono di lettura complicata, ma la maggior parte del fumetto rimane coinvolgente e stupefacente per tutta la sua durata.
Termite Bianca è un fumetto sottovalutato, che ha un suo zoccolo duro di sostenitori. Resto in attesa di leggere il capitolo in uscita e quello che si preannuncia essere il capitolo finale. Non mi capacito, però, come gli autori fatichino a trovare un editore per le nuove avventure di Bianca. Che sia passato troppo tempo dalla loro prima apparizione e che temano che l'onda d'interesse sia scemata? Speriamo si sbaglino.
Marco Santucci, Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti
Editoriale Cosmo, gennaio 2017
96 pagine, brossurato, colore
ISBN: 9788869113482
Serie: COSMO SERIE VERDE - N° 40
Prezzo: € 4,90
ISBN: 9788869113482
Termite Bianca #2 – Metalupo
Marco Santucci, Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti
Editore: COSMO EDITORIALE
Collana: TERMITE BIANCA - N° 2
Serie: COSMO SERIE VERDE - N° 42
96 pagine, brossurato, colore
Prezzo: € 4,90
ISBN: 9788869113840
Due nuove razze di abitanti popolano la Terra: i Nautili ed i Geosiani. I primi vivono nelle profondità marine, i secondi si sono espansi sulla superficie desertica del pianeta. Tra le due razze è in corso una guerra secolare, che sta vivendo un periodo di tregua. I Nautili stanno affrontando un periodo buio, un virus rischia di portare la loro spezie all'estinzione. Solo uno scienziato crede di poter creare una cura fondendo i DNA delle due razze per correggere i difetti che vi sono presenti. Per farlo, però, dovrà andare alla ricerca di una Antico. Qui entra in gioco Bianca, una ragazza misteriosa dai poteri sconfinati.
Erano anni che vedevo i volumi di Termite Bianca in fumetteria e che loro vedevano me. Un'escursione alla fumetteria Alastor di Milano, però, mi ha permesso di notare l'edizione Cosmo, economica, in formato bonellide. Mi sono detto: "Va è finito e l'hanno reso accessibile alla massa". Mi sbagliavo, almeno in parte. L'essere accessibile alla massa sì, è corretto. E' sull'essere finito che mi sono sbagliato. Ho iniziato ad avere dei dubbi a metà del secondo volume, giunto alla fine ne ho avuta la certezza: non è finito. Anzi ricerche nell'Internet rendono plausibile, a detta del disegnatore Patrizio Evangelisti, l'uscita del nuovo volume a Lucca 2018, mentre per la fine della serie ancora non vi è data.
In ogni caso: com'è Termite Bianca?Il piano grafico, per una volta partiamo da qui, è eccezionale. Patrizio Evangelisti riesce a reggere le scene più dinamiche senza rinunciare alla sua caratteristica capacità di realizzare pin-up fantastiche. Le sue figure plastiche e vive nel loro dinamismo ci accompagnano per ogni singola pagina di ogni volume. Bianca è un personaggio graficamente bellissimo e dotato di un carisma innocente che l'accompagna per tutta la sua crescita. L'artista si è prodigato in un gran lavoro di progettazione di esterni, zone desertiche e marine sono rese in modo da far trasparire le loro differenze, di anatomia, creare i Nautili, gestire la civiltà Geosiana, mecha vari, costumi, Bianca. Un lavoro che ha confermato le mie aspettative. Unico neo, che non so se sia dovuto all'edizione Cosmo o se fosse così anche in originale, la scelta di realizzare splash pages con dettagli delle vignette della pagina precedente. Sebbene i disegni di Evangelisti siano dettagliati e godibilissimi, questa decisione mi ha lasciato un pochino perplesso.
La narrazione. Bianchini e Santucci ideano Termite Bianca. Le creano intorno un mondo complicato, lo popolano di creature differenti, prendendo spunto dalla realtà quotidiana generano un ambiente politico e sociale in cui permettere loro di interagire e, poi, si sfogano nell'intreccio. Alcuni passaggi sono di lettura complicata, ma la maggior parte del fumetto rimane coinvolgente e stupefacente per tutta la sua durata.
Termite Bianca è un fumetto sottovalutato, che ha un suo zoccolo duro di sostenitori. Resto in attesa di leggere il capitolo in uscita e quello che si preannuncia essere il capitolo finale. Non mi capacito, però, come gli autori fatichino a trovare un editore per le nuove avventure di Bianca. Che sia passato troppo tempo dalla loro prima apparizione e che temano che l'onda d'interesse sia scemata? Speriamo si sbaglino.
martedì 4 settembre 2018
Dylan Dog - La macchina che non voleva morire
Dylan Dog N° : 384
La macchina che non voleva morire
Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 29/08/2018
Prezzo: 3.50€
E' giunto il momento. Dylan Dog deve sbarazzarsi del suo amato maggiolone, che da una vita intera è con lui. Le normative che regolano il rispetto dell'ambiente sono diventate più stringenti negli anni ed ora le emissioni nocive dell'amato superano i limiti permessi per circolare. Mettere in vendita il maggiolone e cambiare macchina è, quindi, l'unica scelta. Quasi contemporaneamente qualcuno alla guida di un'autovettura bianca sta uccidendo persone a casa sulle strade nei dintorni di Londra. Dylan sarà coinvolto nell'indagine e dovrà lavorare fianco a fianco con Rania.
Non si era mai vista una storia con protagonista l'auto di Dylan Dog fino ad oggi. Bisogna riconoscere che Gigi Simeoni ha svolto un ottimo lavoro. Ha creato una storia ricca di riferimenti alle avventure passate di Dylan ed ha spinto sull'acceleratore del nuovo corso voluto da Recchioni. Sembra si stia avvicinando il Ciclo della Cometa e bisogna iniziare a mettere le figurine sulle caselle giuste. Bisogna far tornare alla ribalta i tentacoloni, bisogna ricucire (fin troppo velocemente) il rapporto tra Rania e Dylan, bisogna mettere il telefonino in mano a Dylan (senza che Groucho sia presente). Insomma bisogna mettere un po' di carne al fuoco. Simeoni ci riesce molto bene. Unica domanda che pongo alla sua storia è: da dove li trova Dylan tutti i soldi che spende in questo albo?
Sergio Gerasi, fresco della vittoria del Premio Pazienza come miglior autore completo di una graphic novel, si mette alle matite ed alle chine di questo albo. Devo ammettere che le prime volte che l'ho visto all'opera sulle pagine del mensile di Sclavi non è che mi abbia convinto molto. In questo numero, invece, l'ho trovato decisamente calzante. La sua arte si è ben integrata con la storicità del personaggio. Ho trovato il suo tratto in risonanza con la testata e, seppur conservando la sua riconoscibile personalità, non ha travalicato i protagonisti che è andato a ritrarre.
Un numero interessante, tra i migliori dell'anno se si escludono certi passaggi troppo netti, che si mantiene ad alti livelli pur venendo dopo Profondo Nero.
La macchina che non voleva morire
Soggetto e Sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Sergio Gerasi
Copertina: Gigi Cavenago
Periodicità: mensile
uscita: 29/08/2018
Prezzo: 3.50€
E' giunto il momento. Dylan Dog deve sbarazzarsi del suo amato maggiolone, che da una vita intera è con lui. Le normative che regolano il rispetto dell'ambiente sono diventate più stringenti negli anni ed ora le emissioni nocive dell'amato superano i limiti permessi per circolare. Mettere in vendita il maggiolone e cambiare macchina è, quindi, l'unica scelta. Quasi contemporaneamente qualcuno alla guida di un'autovettura bianca sta uccidendo persone a casa sulle strade nei dintorni di Londra. Dylan sarà coinvolto nell'indagine e dovrà lavorare fianco a fianco con Rania.
Non si era mai vista una storia con protagonista l'auto di Dylan Dog fino ad oggi. Bisogna riconoscere che Gigi Simeoni ha svolto un ottimo lavoro. Ha creato una storia ricca di riferimenti alle avventure passate di Dylan ed ha spinto sull'acceleratore del nuovo corso voluto da Recchioni. Sembra si stia avvicinando il Ciclo della Cometa e bisogna iniziare a mettere le figurine sulle caselle giuste. Bisogna far tornare alla ribalta i tentacoloni, bisogna ricucire (fin troppo velocemente) il rapporto tra Rania e Dylan, bisogna mettere il telefonino in mano a Dylan (senza che Groucho sia presente). Insomma bisogna mettere un po' di carne al fuoco. Simeoni ci riesce molto bene. Unica domanda che pongo alla sua storia è: da dove li trova Dylan tutti i soldi che spende in questo albo?
Sergio Gerasi, fresco della vittoria del Premio Pazienza come miglior autore completo di una graphic novel, si mette alle matite ed alle chine di questo albo. Devo ammettere che le prime volte che l'ho visto all'opera sulle pagine del mensile di Sclavi non è che mi abbia convinto molto. In questo numero, invece, l'ho trovato decisamente calzante. La sua arte si è ben integrata con la storicità del personaggio. Ho trovato il suo tratto in risonanza con la testata e, seppur conservando la sua riconoscibile personalità, non ha travalicato i protagonisti che è andato a ritrarre.
Un numero interessante, tra i migliori dell'anno se si escludono certi passaggi troppo netti, che si mantiene ad alti livelli pur venendo dopo Profondo Nero.
lunedì 3 settembre 2018
Sky Doll. Decade 00-10
Sky Doll. Decade 00-10
di Alessandro Barbucci (soggetto, sceneggiatura, disegni), Barbara Canepa (soggetto, sceneggiatura, colore)
Copertina rigida: 227 pagine
Editore: Bao Publishing (8 novembre 2012)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8865431210
ISBN-13: 978-8865431214
Prezzo: introvabile se non nei volumi contenti i singoli capitoli, sempre pubblicati da Bao recentemente a 15€ cad.
Roy e Jahu sono due emissari papali. Con la loro astronave viaggiano di pianeta in pianeta per portare il messaggio della Papessa Lodovica attraverso la galassia. Prima di partire per la nuova missione su Aqua decidono di lavare il loro mezzo in una stazione di servizio dotata di Skydolls. Le 'Sky Doll" sono bambole meccaniche, di aspetto e dimensione umanoide, create affinché gli abitanti del pianeta possano soddisfare i loro bisogni sessuali senza commettere peccato, ma una di loro inizia ad acquisire quella che sembra una coscienza di sè. Decide, così, di intrufolarsi sull'astronave di Roy e Jahu e fuggire dal suo proprietario originale.
La Papessa Lodovica, intanto, oltre ad emettere editti secondo i quali i fedeli devono vivere, deve guardarsi dagli eretici nostalgici di sua sorella Agape. In passato, infatti, le figure papali erano due: Agape rappresentazione dell'amore spirituale e Lodovica di quello carnale. Per questioni di marketing Agape è stata uccisa e tutto il potere è ora nelle mani di sua sorella. Non tutti i fedeli, però, ne sono così contenti.
Sky Doll è un titolo curioso. Nasce intorno all'anno 2000 da due autori Disney che vivevano un momento lavorativo particolare. Da una parte la più grande e potente multinazionale del mondo, la Disney, gli dava lavoro facendogli disegnare le storie con i loro protagonisti, dall'altra la Chiesa aveva loro commissionato delle opere grafiche. Stretti dalla morsa di queste due superpotenze mondiali i due autori, italiani, sono implosi ed hanno deciso di creare una galassia dove marketing e fede fossero legate a doppio giro. Da filo conduttore in questa esplorazione lo fa Noa, una Sky Doll che ha deciso di ribellarsi del suo stato e che, probabilmente, nasconde un segreto recondito dentro di sè.
Ciò che subito si nota di questo volume, introvabile di Bao, massiccio e curatissimo a partire dalla copertina, è che lo stile di disegno rimane ancorato alla rotondità ed alla amichevolezza di tanti titoli Disney, a tratti sembra essere immersi in una avventura di Pk. Alessandro Barbucci ha fatto tesoro degli anni al servizio della multinazionale americana del divertimento. E' lui l'autore dei disegni che ci portano in giro per la galassia e che mischiano il classico Disney ad una deriva francese con un ritmo italiano e qualche sprazzo di giapponesità. Si capisce, da subito quindi, che siamo in una galassia diversa rispetto al quella dove sono nati gli autori. Gli umanoidi rappresentati nei vari mondi vanno oltre gli animali antropomorfizzati di casa Disney. Qui i personaggi sprizzano erotismo, fanno sesso, sono violenti e provocanti; il tutto funzionale alla storia. La cura nei dettagli che è stata messa dagli autori è tale che ogni vignetta potrebbe essere guardata per minuti e darebbe sempre una bella sensazioni di novità una volta di nuovo sotto gli occhi. La colorazione, poi, è qualcosa di strepitoso. Ogni ambiente ha la sua tonalità predominante, Aqua si distingue da Papathea, ma tutti hanno un filo conduttore che offre l'omogeneità confortevole che il lettore si gode. Barbara Canepa, oltre ad essere co-sceneggiatrice, è l'autrice di questa meraviglia cromatica che ho tenuto tra le mie manone salde.
L’intero impianto narrativo è solido e pervaso da una costante dicotomia di elementi (sacro e profano, naturale e artificiale, fede e tecnologia, castità e lussuria…). L'esemplificazione di questo contrasto è rappresentata dalla natura delle due papesse , Agape e Lodovica, che, come già detto, impersonano aspetti opposti eppure complementari della concezione divina su Papathea. Anche interi mondi vivono di questa dicotomia. Il primo che incontriamo è Aqua che ci pare essere un luogo dove la meditazione e la conoscenza di sè siano il fulcro, ma ne scopriamo il lato commerciale non appena vi scendiamo in profondità.
Sky Doll è un'opera coinvolgente, dai colori confortevoli e dai disegni bellissimi, ma che ha un profondo difetto. Come Termite Bianca è incompiuta. Sono passati diciotto anni dal suo inizio, ma, ancora non si ha notizia precisa di quando le avventure di Noa si concluderanno. A detta degli autori dovrebbero mancare due volumi alla conclusione. Se ho interpretato bene il catalogo Bao, a fine 2016 è uscito il quarto volume della saga (qui sono raccolti i primi tre, più degli extra) di 56 pagine in formato francese, al prezzo di 15€. Ancora nulla si sa dell'eventuale volume conclusivo.
Da leggere.
di Alessandro Barbucci (soggetto, sceneggiatura, disegni), Barbara Canepa (soggetto, sceneggiatura, colore)
Copertina rigida: 227 pagine
Editore: Bao Publishing (8 novembre 2012)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8865431210
ISBN-13: 978-8865431214
Prezzo: introvabile se non nei volumi contenti i singoli capitoli, sempre pubblicati da Bao recentemente a 15€ cad.
Roy e Jahu sono due emissari papali. Con la loro astronave viaggiano di pianeta in pianeta per portare il messaggio della Papessa Lodovica attraverso la galassia. Prima di partire per la nuova missione su Aqua decidono di lavare il loro mezzo in una stazione di servizio dotata di Skydolls. Le 'Sky Doll" sono bambole meccaniche, di aspetto e dimensione umanoide, create affinché gli abitanti del pianeta possano soddisfare i loro bisogni sessuali senza commettere peccato, ma una di loro inizia ad acquisire quella che sembra una coscienza di sè. Decide, così, di intrufolarsi sull'astronave di Roy e Jahu e fuggire dal suo proprietario originale.
La Papessa Lodovica, intanto, oltre ad emettere editti secondo i quali i fedeli devono vivere, deve guardarsi dagli eretici nostalgici di sua sorella Agape. In passato, infatti, le figure papali erano due: Agape rappresentazione dell'amore spirituale e Lodovica di quello carnale. Per questioni di marketing Agape è stata uccisa e tutto il potere è ora nelle mani di sua sorella. Non tutti i fedeli, però, ne sono così contenti.
Sky Doll è un titolo curioso. Nasce intorno all'anno 2000 da due autori Disney che vivevano un momento lavorativo particolare. Da una parte la più grande e potente multinazionale del mondo, la Disney, gli dava lavoro facendogli disegnare le storie con i loro protagonisti, dall'altra la Chiesa aveva loro commissionato delle opere grafiche. Stretti dalla morsa di queste due superpotenze mondiali i due autori, italiani, sono implosi ed hanno deciso di creare una galassia dove marketing e fede fossero legate a doppio giro. Da filo conduttore in questa esplorazione lo fa Noa, una Sky Doll che ha deciso di ribellarsi del suo stato e che, probabilmente, nasconde un segreto recondito dentro di sè.
Ciò che subito si nota di questo volume, introvabile di Bao, massiccio e curatissimo a partire dalla copertina, è che lo stile di disegno rimane ancorato alla rotondità ed alla amichevolezza di tanti titoli Disney, a tratti sembra essere immersi in una avventura di Pk. Alessandro Barbucci ha fatto tesoro degli anni al servizio della multinazionale americana del divertimento. E' lui l'autore dei disegni che ci portano in giro per la galassia e che mischiano il classico Disney ad una deriva francese con un ritmo italiano e qualche sprazzo di giapponesità. Si capisce, da subito quindi, che siamo in una galassia diversa rispetto al quella dove sono nati gli autori. Gli umanoidi rappresentati nei vari mondi vanno oltre gli animali antropomorfizzati di casa Disney. Qui i personaggi sprizzano erotismo, fanno sesso, sono violenti e provocanti; il tutto funzionale alla storia. La cura nei dettagli che è stata messa dagli autori è tale che ogni vignetta potrebbe essere guardata per minuti e darebbe sempre una bella sensazioni di novità una volta di nuovo sotto gli occhi. La colorazione, poi, è qualcosa di strepitoso. Ogni ambiente ha la sua tonalità predominante, Aqua si distingue da Papathea, ma tutti hanno un filo conduttore che offre l'omogeneità confortevole che il lettore si gode. Barbara Canepa, oltre ad essere co-sceneggiatrice, è l'autrice di questa meraviglia cromatica che ho tenuto tra le mie manone salde.
L’intero impianto narrativo è solido e pervaso da una costante dicotomia di elementi (sacro e profano, naturale e artificiale, fede e tecnologia, castità e lussuria…). L'esemplificazione di questo contrasto è rappresentata dalla natura delle due papesse , Agape e Lodovica, che, come già detto, impersonano aspetti opposti eppure complementari della concezione divina su Papathea. Anche interi mondi vivono di questa dicotomia. Il primo che incontriamo è Aqua che ci pare essere un luogo dove la meditazione e la conoscenza di sè siano il fulcro, ma ne scopriamo il lato commerciale non appena vi scendiamo in profondità.
Sky Doll è un'opera coinvolgente, dai colori confortevoli e dai disegni bellissimi, ma che ha un profondo difetto. Come Termite Bianca è incompiuta. Sono passati diciotto anni dal suo inizio, ma, ancora non si ha notizia precisa di quando le avventure di Noa si concluderanno. A detta degli autori dovrebbero mancare due volumi alla conclusione. Se ho interpretato bene il catalogo Bao, a fine 2016 è uscito il quarto volume della saga (qui sono raccolti i primi tre, più degli extra) di 56 pagine in formato francese, al prezzo di 15€. Ancora nulla si sa dell'eventuale volume conclusivo.
Da leggere.
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